Trattato Di Nöteborg - Avvenimenti Successivi

Le popolazioni finniche che vivevano su entrambi i lati del nuovo confine, come i careliani e i tavastiani, non ebbero voce in merito alla definizione del trattato. La Svezia e la Repubblica di Novgorod decisero di fatto l'estensione delle rispettive aree di influenza nella regione, con la Carelia sotto il dominio russo e le altre zone sotto il dominio svedese. Il concetto di pace permanente su cui era stato costruito il trattato non ebbe tuttavia molto successo nel conflitto a lungo termine che opponeva i due stati: la parte settentrionale del confine attraversava grandi regioni selvagge in cui la Lega anseatica non aveva alcun interesse, ma queste zone divennero ben presto motivo di conflitto fra la Svezia e Novgorod. Ansiosi di riappropriarsi delle coste settentrionali del Golfo di Botnia, gli svedesi potrebbero aver contraffatto i termini del trattato pochi anni dopo la sua emanazione: essi sostennero infatti che il confine settentrionale si spingeva fino al Mar Glaciale Artico. Entro 5 anni dalla firma del trattato, coloni svedesi cominciarono a fare incursioni nell'Ostrobotnia settentrionale. Gli svedesi costruirono inoltre castelli a Oulu nel 1375 e ad Olavinlinna, nel 1475, località che si trovavano chiaramente dal lato russo del confine. La Repubblica di Novgorod dal canto suo si rifiutò di riconoscere l'apparente falsificazione fino al 1595, quando col trattato di Teusina venne riconosciuto che quello svedese era il testo corretto. Ben prima comunque gli svedesi si erano permanentemente appropriati di ampie regioni che si trovavano ad est del confine, dalla parte che doveva essere della Repubblica di Novgorod, comprese l'Ostrobotnia e la Savonia.


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