Lingue Parlate In Italia - Situazione Generale

La lingua ufficiale della Repubblica Italiana, l'italiano, discende storicamente dal toscano letterario, il cui uso è iniziato con i grandi scrittori Dante, Petrarca e Boccaccio verso il XIII secolo, e si è in seguito evoluto storicamente nella lingua italiana corrente. La lingua italiana era parlata solo da una piccola minoranza della popolazione al momento dell'unificazione politica nel Regno d'Italia nel 1861, ma si è in seguito diffusa, mediante l'istruzione obbligatoria e il contributo determinante e più recente della televisione. Dal punto di vista degli idiomi locali preesistenti, ne consegue un processo di erosione linguistica, processo accelerato sensibilmente dall'ampia disponibilità di mass media in lingua italiana e dalla mobilità della popolazione. Questo tipo di cambiamenti ha ridotto sensibilmente l'uso delle lingue regionali, molte delle quali sono ormai considerate in pericolo di estinzione, principalmente a causa dell'avanzare della lingua italiana anche nell'ambito strettamente sociale e relazionale. Parallelamente al loro progressivo abbandono in ambito pratico, si è assistito negli ultimi anni a una rivalutazione delle lingue regionali e dei dialetti sul piano culturale in reazione ai processi omologativi della globalizzazione. Secondo i più recenti dati statistici (La lingua italiana, i dialetti e le lingue straniere, Istat, 2012) l'84,8% degli italiani parla in modo esclusivo o prevalente l'italiano, il 10,7% lo alterna con una lingua locale, mentre solo il 1,7% si esprime esclusivamente nell'idioma locale. Bisogna però premettere che all'interno delle mura domestiche il numero di coloro che si esprime mediante l'uso della propria lingua locale aumenta, arrivando al 9% (percentuale che comunque risulta dimezzata rispetto a quella del 1987).

Lingue territoriali

Lingue non territoriali

Esistono poi "lingue non territoriali", parlate in Italia ma non in un territorio definito: come gli idiomi degli immigrati, dei nomadi Rom e Sinti, e la lingua dei segni italiana (LIS). Quest'ultima è parlata dalla comunità di persone sorde, diffusa in tutto il territorio italiano, e ha radici culturali, grammatica, movimento e morfologia, movimento spazio-tempo. La popolazione italiana dei sordi è composta da circa 3.524.906 persone che utilizzano la LIS e degli Assistenti alla Comunicazione e degli Interpreti, ed è riconosciuta dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata in Italia nel 2009. Spesso queste lingue trovano tutela solo nella legislazione regionale, come altre regioni tra cui la Sicilia che ha promosso la diffusione della LIS, con la L.R. 23/2011, in Piemonte la L.R. 31/2012, in Basilicata la LR 30/2017, in Lombardia la LR 20/2016, in Lazio con la LR 6/2015. Esiste infine il metodo Malossi, una lingua tattile utilizzata dalle persone sordo-cieche e dai loro assistenti in varie parti d'Italia.


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