Emilio Notte - Il Periodo Futurista A Milano

Agli inizi del 1918 Notte si trasferisce a Milano, attratto dalla città dell'industria e del commercio ma anche dal fatto che essa è la sede centrale del movimento. Qui è in ottimi rapporti con Marinetti, tanto che quest'ultimo, progettando il varo del periodico “Roma Futurista”, annota nei suoi taccuini il nome del pittore in una lista di artisti ed eventi che devono comparire nei primi numeri. Notte è poi assiduo del salotto di Margherita Sarfatti, ma frequenta soprattutto Sironi, Carrà e Arturo Martini, che è con Lucio Vènna a Rovenna. Conosce anche Severini e si lega d'amicizia a Russolo, e poi a Leonardo Dudreville, Funi, Bucci, Serrati, Ada Negri e ad Armando Mazza. Si scontra anche con Mussolini che, geloso della Sarfatti, sospetta in lui un rivale. Oltre a Ragazze sul prato a Milano, opere di questo periodo sono Soldato e sentinella, Mercato, Tre soldati italiani (oggi al Museo del Novecento di Milano), varie nature mostre sperimentali (notate in un articolo da Roberto Longhi), Bambina a tavola, Donne veneziane, Vecchia che mangia e Fruttivendola, queste ultime andate perdute, ma segnalate da Orio Vergani in un articolo del 1919, e tutte esposte in quell'anno nella personale “Post-impressionista e futurista” presentata da Margherita Sarfatti e inaugurata da Marinetti, esposizione replicata in giugno a Roma, presso la Casa d'Arte Bragaglia. Durante il soggiorno milanese Notte moltiplica i suoi interessi, pubblica disegni sull'ebdomadario “I Nemici d'Italia” di Armando Mazza e su Cronache d'attualità di Anton Giulio Bragaglia, illustra copertine di libri per Facchi, l'editore vicino ai futuristi; poi, grazie a Marinetti, collabora assiduamente a “Roma Futurista”. A Milano frequenta soprattutto Fedele Azari, Luigi Russolo, Cantarelli, Fiozzi, Dessy, Eva Kühn, cosicché si trova inserito nel circuito dei dadaisti italiani, pubblicando disegni sulla rivista dadaista “Procellaria”. Invitato da Prampolini partecipa all'Esposizione Futurista di Ginevra, ma su “Poesia”, diretta da Dessy, pubblica in tricromia L'arrotino, che appare come un commiato dall'avanguardia marinettiana. Nel 1920, a Milano, dall'unione con la cantante lirica Ines Dell'Armi, nasce la figlia Adriana.


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