Battaglia Di Narva (1700) - Antefatto

Con l'invasione della Livonia da parte della truppe polacco-sassoni aveva avuto inizio la Grande guerra del nord. Una coalizione fra la Danimarca di Federico IV, la Norvegia, la Polonia e la Sassonia di Augusto II, la Russia ed i livoniani di Jean Reginold Patkul erano entrati in guerra con la Svezia di Carlo XII. Federico IV invase lo Schleswig-Holstein, il cui duca era cognato di Carlo XII di Svezia, ed assediò Toenningen mentre i livoniani di Patkul assediavano Riga. Carlo XII di Svezia, un condottiero nato, passò immediatamente all'offensiva. Dopo aver costretto la Danimarca, con la vittoria di Copenaghen (8 agosto 1700), e grazie anche all'aiuto dell'Olanda e dell'Inghilterra, alla pace di Travendal, si rivolse ad est, ove la Russia, che il 19 agosto del 1700 era entrata in guerra contro la Svezia, si stava muovendo. A metà settembre le avanguardie dell'esercito russo raggiunsero la città fortificata di Narva ed ai primi di ottobre ne iniziarono l'assedio erigendo mura e scavando fossati all'esterno mentre la cavalleria cosacca devastava l'Estonia orientale. Gli effettivi russi ammontavano a circa 40.000 uomini mentre i difensori di Narva erano meno di 4.000 (3.000 fanti, 200 cavalieri e 300 civili armati). Dal 4 al 14 novembre l'artiglieria russa bombardò senza successo le difese della città, finché rimase senza munizioni e dovette attendere i rifornimenti per poter riprendere il bombardamento. A quel punto si verificarono due eventi importanti, entrambi poco rassicuranti per i russi: Augusto II aveva lasciato la Livonia e si era ritirato con le sue truppe nei quartieri invernali in Curlandia e un'armata svedese, al comando del re Carlo XII assistito dal generale Carl Gustav Rehnskiöld, era sbarcata a Pernau. Si trattava di una forza complessiva di 10.500 soldati circa, che si erano messi in marcia da Reval e si stavano dirigendo verso Narva. Costoro dovettero attraversare le lande desertificate dalle pattuglie russe: nessuna possibilità di trovar cibo, né per gli uomini né per i cavalli, solo paesi e cascinali bruciati dal nemico. Il tempo si guastò e cadde prima una pioggia insistente che presto si trasformò in neve rendendo più difficile sia la marcia che il riposo notturno, che doveva per forza di cose avvenire all'addiaccio. Le truppe svedesi ed il loro condottiero soffrirono freddo e fame. Essi superarono senza fermarsi tre passi montani e nella gola di Pyäjöggi vi furono alcune scaramucce tra le loro avanguardie e reparti di truppe russe, che si risolsero a favore degli svedesi. Il 19 novembre la stremata armata svedese giunse in vista di Narva. Alla notizia dell'esito dei combattimenti avvenuti nelle gole di Pyäjöggi, lo zar Pietro I abbandonò precipitosamente il campo ed affidò il comando dell'armata russa al duca Carlo Eugenio di Croy, un nobile olandese al servizio dei russi. Sfortunatamente Croy non conosceva la lingua russa e di conseguenza aveva molte difficoltà ad impartire gli ordini agli ufficiali russi (nell'armata militavano inoltre molti ufficiali tedeschi per i quali sussisteva il medesimo problema del duca di Croy). A ciò si aggiunga che egli non condivideva il modo con il quale l'esercito russo si era schierato di fronte a Narva: con un lavoro di settimane le truppe russe avevano eretto un doppio muro dinnanzi alla città. La fortificazione si estendeva verso est di fronte alla guarnigione della città assediata e verso ovest fronteggiava un eventuale attacco di truppe esterne con trincee e fossati dotati di pali appuntiti mentre gli accampamenti stavano nel mezzo. Da esperto soldato e comandante qual era, Croy sapeva che una linea di difesa disposta per una lunghezza di 7 chilometri era troppo ampia: in quel modo le forze erano troppo disperse e le trincee poco difese. Egli si rese subito conto che un attacco nemico concentrato su un punto del trinceramento russo avrebbe condotto alla rottura della linea di difesa mentre anche la fortificazione ad ovest verso la città avrebbe dovuto essere allo stesso modo difesa da una sortita delle truppe assediate. Ma non c'era più tempo per una ristrutturazione dello schieramento russo poiché le truppe svedesi erano ormai in vista della città.


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