Battaglia Del Bacino Di Chosin - Svolgimento Della Battaglia

La notte del 27 novembre, il 20º, 27º e 9º Corpo cinesi lanciarono attacchi multipli e tesero numerose imboscate lungo la strada che collegava il bacino di Chosin a Koto-ri. A Yudam-ni, il 5º, 7º e 11º reggimento dei Marines furono circondati e attaccati da due divisioni cinesi, mentre un'ulteriore divisione attaccava la strada fra Yudam-ni e Hagaru-ri per interrompere le comunicazioni. In maniera simile, la Task Force Faith fu isolata e attaccata di sorpresa da tre divisioni. A Hagaru-ri, i quartier generali della 1st Marine Division furono attaccati dalla 58ª Divisione cinese. Infine, la 60ª Divisione cinese circondò da nord alcuni Marines a Koto-ri. Completamente colti di sorpresa, le forze delle Nazioni Unite furono tagliate fuori da Yudam-ni, Sinhung-ni, Hagaru-ri e Koto-ri in poche ore.

Le azioni a Yudam-ni

Il 27 novembre, seguendo le istruzioni di Almond, Smith ordinò al 5° Marines di attaccare ad ovest verso Mupyong-ni. L'attacco però fu subito bloccato dal PVA, che obbligò i Marines a trincerarsi sulle creste che circondavano la città di Yudam-ni. Con il calare delle tenebre, tre reggimenti cinesi della 79ª Divisione si infiltrarono nelle posizioni statunitensi, e attaccarono le colline da nord e nordovest, sperando di annientare l'intera guarnigione in un solo attacco. Ben presto si iniziò a combattere in maniera ravvicinata, man mano che i cinesi si infiltravano nelle posizioni dei Marines, ma i due reggimenti riuscirono a resistere, infliggendo pesanti perdite fra i cinesi. All'alba del giorno successivo, le forze cinesi e i difensori americani raggiunsero una situazione di stallo intorno al perimetro di Yudam-ni Mentre la battaglia infuriava presso Yudam-ni, la 59ª Divisione cinese bloccava la strada che collegava la città a Hagaru-ri, attaccando le compagnie Charlie e Fox del 7º reggimento a difesa del luogo. L'assalto riuscì, costringendo la compagnia Charlie a ritrarsi presso Yudam-ni, mentre la Fox rimase intrappolata nel passo di Toktong, una passo di importanza strategica che permetteva il controllo della strada. Il 29 novembre, furono compiuti numerosi tentativi di soccorrere la compagnia, ma fallirono, nonostante le perdite inflitte ai cinesi. Aiutati dall'artiglieria alleata di stanza a Hagaru-ri e dal supporto aereo dei caccia Corsair, la compagnia Fox riuscì a resistere per cinque giorni di attacchi costanti da parte della 59ª Divisione. Dopo le pesanti perdite subite dalla 79ª Divisione, il quartier generale del 9º Corpo cinese si accorse che la maggior parte della 1ª Divisione Marine era di stanza a Yudam-ni, con una forza effettiva doppia rispetto a quella stimata. Credendo che quasiasi ulteriore assalto sarebbe stato inutile, il comandante Song Shi-Lun ordinò all'armata di concentrare l'offensiva principale contro Sinhung-ni e Hagaru-ri, lasciando Yudam-ni da sola dal 28 novembre al 30 novembre. Allo stesso tempo l'ottava armata statunitense sul fronte occidentale fu costretta alla ritirata completa dopo la disfatta del fiume Ch'ongch'on, e MacArthur ordinò ad Almond di evacuare il X Corpo presso il porto di Hungnam. Sotto gli ordini di Almond e Smith, il tenente colonnello Raymond L. Murray e il colonnello Homer L. Litzenberg, comandanti del 5º e 7º reggimento Marines, ordinarono congiuntamente di fuggire da Yudam-ni verso Hagaru-ri il 30 novembre. Di fronte ai difficili combattimenti tra i cinesi e i Marines, Smith commentò: « Al diavolo la ritirata! Non stiamo fuggendo, siamo solo avanzando in un'altra direzione». Per la fuga, i Marines si disposero in convoglio, con un singolo carro M4A3 Sherman come aprifila. Il piano prevedeva di avere il 3º e 5º battaglione Marines come avanguardie del convoglio, mentre altri tre battaglioni avrebbero coperto le retrovie. Allo stesso tempo il 1º e 7º battaglione avrebbero attaccato in direzione della compagnia Fox, per liberare la strada del passo di Toktong. Per iniziare l'evacuazione, il 3º e il 7º battaglione avrebbero attaccato a sud e catturato due colline per coprire la strada e fronteggiare eventuali attacchi cinesi. Il tutto sarebbe sarebbe stato condotto sotto la protezione del 1º Stormo Marines. La mattina del 1 dicembre, i due battaglioni di avanguardia ingaggiarono il 175º reggimento cinese arroccato sopra le Colline 1542 e 1419. I tenaci difensori cinesi riuscirono presto a costringere gli assaltatori a trincerarsi sui pendii delle colline, mentre i convogli passarono davanti a quelle posizioni nel pomeriggio. Con Hagaru-ri ancora nelle mani americane, l'alto comando cinese ordinò l'invio immediato della 79ª Divisione presso Yudam-ni per riprendere l'offensiva, mentre la 89ª Divisione si precipitava a sud verso Koto-ri. I cinesi colpirono di notte, e i combattimenti feroci ingaggiati nelle retrovie costrinsero gli americani a chiamare supporto aereo notturno per sopprimere gli attacchi. I combattimenti durarono fino alla mattina del 2 dicembre, fino a quando tutti i Marines riuscirono ad evacuare da Yudam-ni. Allo stesso tempo il 1º e 7º battaglione riuscirono ad avere la meglio del blocco cinese sulla Collina 1419 il 1 dicembre. Nonostante i propri soldati fossero stremati dal combattimento, dalla fame e dal freddo, la 59ª Divisione inviò gli ultimi cinque plotoni a propria disposizione e rifiutò di arrendersi. Con l'arrivo della notte, i Marines riuscirono a catturare la sommità delle colline e iniziarono a marciare lungo le colline sul versante orientale della strada. Contando sull'elemento sorpresa, riuscirono a distruggere diverse postazioni cinesi lungo la strada. Il mattino del 2 dicembre, un attacc o congiunto dei due battaglioni e della compagnia Charlie riuscirono a mettere in sicurezza il passo di Toktong, riuscendo quindi ad aprire la strada tra Yudam-ni e Hagaru-ri. Tuttavia, nonostante la strada fosse libera, il convoglio dovette comunque farsi strada combattendo numerose postazioni cinesi sulle colline sovrastanti la strada. Nella prima notte della ritiriata, i cinesi colpirono il convoglio in grande numero, provocando gravi perdite fra i soldati del 3° e 5° battagllione Marines. Nonostante il forte supporto aereo che eliminò gran parte delle forze cinesi per il resto della marcia, il freddo, il fuoco nemico, incursioni e blocchi stradali rallentarono di molto l''evacuazione, che così inflisse numere perdite fra gli americani. Nonostante tutto ciò, il convoglio raggiunse Hagaru-ri in maniera ordinata il pomeriggio del 3 dicembre, completando la ritirata il 4 dicembre.

La situazione a est del bacino

Il Regimental Combat Team 31 (RCT-31), in seguito conosciuto come "Task Force Faith", fu un reggimento d'assalto formato in maniera approssimata prendendo uomini dalla 7ª Divisione di fanteria che proteggeva il fianco destro dell'avanzata dei Marines verso Mupyong-ni. Prima della battaglia RCT-31 si era sovra estesa nella zona, con alcuni elementi dello stesso reggimento separati fra le colline a nord di Sinhung-ni, le insenature ad ovest di Sinhung-ni e la città di Hudong-ni a sud di Sinhung-ni. Nonostante i cinesi ipotizzassero che RCT-31 fosse un semplice reggimento di supporto, la task force in realtà poteva contare sulla forza di uno dei battaglioni dispersi, dato che il grosso della 7ª Divisione era sparpagliato per tutto il nordovest della Corea. La notte del 27 novembre, tre reggimenti cinesi dell'80ª Divisione attaccarono le colline nordorientali e le insenature, prendendo completamente di sorpresa i difensori. La battaglia provocò ingenti perdite sulle colline, mentre il 75º Battaglione di artiglieria da campo e il 3º Battaglione di fanteria presso la insenature furono completamente sopraffatti. I cinesi inoltre inviarono il 242º Reggimento della 81ª Divisione verso la Collina 1221, una collina non protetta che controllava la strada fra Sinhung-ni e Hudong-ni. Alla fine della prima notte di combattimento, RCT-31 era divisa in tre gruppi. Credendo che i difensori alle insenature fossero stati completamente annientati, i cinesi interruppero l'offensiva, e avanzarono verso le posizioni americane per saccheggiare cibo e indumenti. Al sorgere del giorno del 28 tuttavia, il 3º battaglione contrattaccò i cinesi, mettendoli in fuga. Nel pomeriggio, Almond si recò nel perimetro di RCT-31, credendo che la task force fosse abbastanza forte da poter iniziare un'offensiva verso nord per affrontare i sopravvissuti delle forze cinesi in fuga. Almond ordinò al colonnello Allan D. Maclean, il comandante della task force, di riprendere l'offensiva a nord, decorando anche tre ufficiali di Maclean con delle Stelle d'argento. Per il disgusto della situazione grottesca, il tenente colonnello Don C. Faith, comandante del 1º battaglione, gettò la sua medaglia nella neve. La notte del 28 novembre, l'80ª Divisione cinese attacco ancora le posizioni della task foce con quattro reggimenti. Presso la baia, l'assalto cinese si rivelò un disastro, con le comunicazioni interrotte e il devastante fuoco delle batterie antiaeree americane contro di loro. Subito dopo il combattimento, i due reggimenti rimasti avevano meno di 600 uomini. Tuttavia l'attacco cinese costrinse Maclean a ordinare la ritirata dalle colline nordorientali verso la baia. Il 29 novembre, il 1º Battaglione riuscì a rompere l'accerchiamento cinese e raggiungere le insenature, ma Maclean scomparve, poiché aveva scambiato alcuni soldati cinesi per americani. I cinesi fermarono gli attacchi la notte del 29 novembre, in attesa di rinforzi. Con la RCT-31 sotto assedio, Almond finalmente diede ordini alla 1ª Divisione Marine di soccorrere la task force evacuando da Yudam-ni, un ordine che per Smith era impossibile da portare avanti. Solo la 31ª Compagnia Carri Armati cercò di soccorrere i soldati in trappola, attaccando la Collina 1221, ma senza il supporto della fanteria, i due attacchi del 28 e 29 novembre furono bloccati dalle strade scoscese, dal terreno accidentato e dagli assalti ravvicinati della fanteria nemica. Il 30 novembre le forze americane evacuarono Hudong-ni per difendere Hagaru-ri, lasciando RCT-31 completamente isolati. Il 30 novembre, il maggior generale David G. Barr, comandante della 7ª Divisione di fanteria, si recò a Sinhung-ni i per incontrarsi con Faith, che aveva assunto il comando della task force. Faith esprimette le sue riserve sulle difficoltà di evacuazione, in particolare dei 500 feriti che dovevano portare con se. Nello stesso giorno, parti della 94ª Divisione e il resto della 81ª rinforzarono la 90ª divisione cinese rimasta in attesa. A mezzanotte, sei reggimenti cinesi ripresero gli attacchi, e Zhan Danan, comandante dell'80ª Divisione, ordinò la completa distruzione della task force prima dell'alba. Ancora una volta le batterie antiaeree del 57º battaglione riuscirono a mantenere a deita distanza i cinesi, ma le munizioni stavano ormai esaurendosi. Finalmente, il 1 dicembre, Faith ordinò la fuga di Sinhung-ni e la ritirata presso Hagaru-ri. L'evacuazione iniziò appena le condizioni meteo permisero al 1º Stormo Marine di fornire supporto aereo il 1 dicembre. Appena i soldati formarono il convoglio e cercarono di uscire dal perimetro, il 241º Reggimento cinese fecero irruzione sulle forze americane, mentre altri tre reggimenti si avvicinavo. Senza altra scelta, gli aerei di supporto sganciarono napalm di fronte alla RCT-31, causando vittime sia fra i cinesi che gli americani. La conseguente tempesta di fiamme annientò la compagnia cinese, permettendo al convoglio di avanzare. Mentre il fronte del convoglio procedeva, il fuoco nemico causò la fuga dei soldati in retroguardia, che cercarono riparo sotto la strada anziché proteggere i camion del convoglio. I cinesi uccisero o ferirono tutti gli occupanti dei camion, inclusi gli autisti, che vedevano per ovvie ragioni il proprio compito come una missione suicida. Lentamente, il convoglio si avvicinò a un posto di blocco sotto la Collina 1221 nel tardo pomeriggio. Faith, guidando l'assalto al blocco, fu colpito da una granata cinese, e morì per le ferite riportate. Numerosi gruppi cercarono di rendere sicura la collina, ma dopo aver conquistato solo parte dell'obiettivo, i soldati senza alcuna guida continuarono fino al bacino ghiacciato anziché ritornare alla colonna. Il convoglio riuscì a passare il primo posto di blocco, ma ne raggiunse un secondo da Hudong-ni. A questo punto la task force di disintegrò sotto l'urto degli attacchi cinesi. Dei 2500 soldati originari, circa 1050 riuscirono a raggiungere Hagaru-ri, e solo 385 sopravvissuti furono giudicati ancora abili al combattimento. I reduci della RCT-31 furono inquadrati in un battaglione provvisorio per il resto della battaglia.

Le azioni a Hugaru-ri

Per supportare l'attacco dei Marines presso Mupyong-ni, Hagaru-ri era diventata un'importante base di rifornimento fornita di un aereporto in costruzione. Anche Smith e il quartier generale della 1ª Divisione Marine erano situati nella città. Con il grosso della divisione di Marines riunito a Yudam-ni, la città era scarsamente difesa da due battaglioni del 1º e 7º reggimento Marines, mentre il resto della guarnigione era composto da ingegneri e unità di supporto dell'esercito e del corpo dei Marines. I piani originali cinesi prevedevano che la 58ª divisione attaccasse Hagaru-ri nella notte del 27 novembre, ma la divisione si perse per le campagne a causa dell'utilizzo di mappe giapponesi non aggiornate. Le truppe cinesi arrivarono in città solo all'alba del 28 novembre. Nel frattempo, dai combattimenti e dalle imboscate tese nella notte precedente, la guarnigione si era accorta delle truppe cinesi che avevano circondato la città. Il tenente colonnello Thomas L. Ridge, comandante del 3º battaglione Marines predisse che l'attacco cinese sarebbe avvenuto nella notte del 28 novembre. A quel punto, tutti i difensori, incluse le unità di supporto in retroguardia, che avevano poca dimestichezza con il combattimento, furono inviate in prima linea a causa della mancanza di effettivi, e tutto il perimetro andò in massima allerta dalle 21:30. Non passò molto tempo prima che il 173º reggimento cinese attaccò il perimetro occidentale e meridionale, mentre il 172º reggimento colpì le colline sul perimetro nordorientale. Nonostante la preparazione, la guarnigione sotto organico fu travolta dall'offensiva, con i cinesi che riuscirono ad aprire diverse falle nelle difese e a raggiungere le retrovie. Nel caos che ne seguì tuttavia, i soldati cinesi iniziarono a comportarsi in maniera scomposta, saccheggiando cibo e vestiti anziché sfruttare la situazione. I difensori americani riuscirono quindi a distruggere le forze cinesi in una serie di contrattacchi, mentre i problemi di comunicazione fra i diversi reggimenti cinesi permisero di chiudere le brecce nel perimetro. Quando il combattimento finì, i cinesi erano riusciti aconquistare solo la Collina Est nella zona del perimetro nordorientale. Un altro attacco fu previsto per la notte del 29 novembre, ma incursione aeree da parte dello stormo VMF-542 distrusse le formazioni cinesi prima ancora che l'attacco potesse essere messo in atto. Data la mancanza critica di effettivi a Hagaru-ri, il 29 novembre Smith ordinò al colonnello Lewis "Chesty" Puller del 1º reggimento Marine di assemblare una task force da inviare a nord da Koto-ri per aprire una strada a sud di Hagaru-ri. Fu quindi formata una task force composta da 921 Royal Marines, la compagnia G del 1° Marines e la compagnia B del 31° fanteria. Il gruppo fu soprannominato "Task Force Drysdale", in onore del comandante Douglas B. Drysdale. Nel pomeriggio del 29 novembre, la task force avanzò a nord di Koto-ri, costantemente sotto attacco dalla 60ª divisione dell'esercito cinese. L'esperienza sconcertante subita dalla task force fece sì che la strada percorsa guadagnasse l'appellativo di "Valle infernale". Con i continui attacchi cinesi, la task force divenne disorganzizata, e un camion distrutto al centro del convoglio divise in due segmenti il gruppo. Anche se il segmento frontale riuscì a raggiungere la città di Hagaru-ri nella notte del 29 novembre, quello in retroguardia fu distrutto. Con 159 feriti e 162 morti e dispersi, la task force riuscì a fornire ulteriori 300 soldati ai difensori di Hagaru-ri.

La rottura dell'accerchiamento

Dopo un breve periodo di riposo, il 6 dicembre iniziò la fuga. Il 7° Marines si posizionò in avanguardia alla colonna in ritirata, mentre il 5° Marines copriva le retrovie. Nello stesso periodo, il 26º Corpo cinese arrivò a Hagaru-ri, rimpinguando le divisioni già presenti. Mentre l'avanguardia americana avanzava contro le divisioni cinesi a sud della città, il 5° Marines riuscì a conquistare il perimetro cittadino e riconquistare la Collina Est dalle mani della 76ª divisione. In un ultimo tentativo di interrompere la fuga, i cinesi lanciarono una serie di attacchi notturni intorno a tutto il perimetro di Hagaru-ri. I Marines riuscirono però a respingere gli attacchi, infliggendo pesanti perdite. Nel frattempo, l'avanguardia aveva aperto la strada fra Hagaru-ri e Koto-ri dopo aver conquistato un altopiano che circondava la strada. Tuttavia, appena i Marines iniziarono la ritirata sulla strada la 77ª divisione ritornò sulle vette sovrastanti e attaccò la colonna. Iniziò un combattimento caotico che constrinse la colonna e le retrovie a rallentate fino quasi a fermarsi. I combattenti notturni dei Marines tuttavia, ritornarno per reprimere le forze cinesi, e gli attacchi americani riuscirono a distruggere la maggior parte delle forze cinesi. Il 7 dicembre, la colonna raggiunse Koto-ri con poca difficoltà, e gli ultimi elementi raggiunsero la città di notte. Dopo il fallimento del 26º Corpo a Hagaru-ri, l'Alto Comando del PVA ordinò al 26º e 27º Corpo di inseguire le forze nemiche in fuga assieme al 20º Corpo e bloccarne la via di fuga. Ma con la quasi totalità del 20º Corpo annientato a Yudam-ni e Hagaru-ri, le uniche forze fra Koto-ri e Hungnam erano i sopravvissuti della 58ª e 60ª divisione. Disperato, Song Shi-Lun ordinò a queste ultime di trincerarsi al passo di Funchilin e far esplodere il ponte di barche indispensabile per la fuga, sperando che il terreno e gli ostacoli avreberro permesso ai due Corpi rimasti di raggiungere le forze in ritirata. Il 180º reggimento cinese di stanza alla Collina 1081 distrusse il ponte di cemento originale e altri due ponti improvvisati lì presenti, credendo che a quel punto i collegamenti sarebbero stati interrotti. In risposta, gli americani attaccaroono la Collina 1081 da sud, e la catturarono il 9 dicembre, dopo che i difensori combatterono sino all'ultimo uomo. Allo stesso tempo, il 7° Marines e RCT-31 attaccarono il ponte di barche da nord, ma incontrarono i difensori già morti congelati nelle loro trincee. Una pattuglia della US 3rd Infantry Division’s Task Force Dog si mosse verso il passo di Funchilin il 9 dicembre. Con la via verso Hungnam interrotta al passo, otto C-119 Flying Boxcars guidati dall 314º Stormo Trasporto Truppe furono impiegati per paracadutare sezioni portatili di ponte. Il ponte, che consisteva in otto sezioni separate, furono paracaduti sopra i Marines, che li assemblarono immediatamente il 9 dicembre, permettendo alle forze delle Nazioni Unite di procedere. Raggirati, le divisioni cinesi tentarono ancora di rallentare l'avanzata delle Nazioni Unite con incursioni e imboscate, ma dopo settimane di combattimenti ininterrotti, le due divisioni cinesi assieme avevano solo 200 uomini rimasti. Le ultime forze dell'ONU lasciarono il passo l'11 dicembre. L'ultimo combattimento durante la ritirata fu un'imboscata tesa a Sudong dall'89ª divisione, che la Task Force Dog respinse con relativa facilità. Le forze delle Nazioni Unite intrappolate riuscirono a raggiungere il perimetro di Hungnam alle 21:00 dell'11 dicembre.

L'evacuazione a Hungnam

Al momento in cui le forze ONU raggiunsero Hungnam, MacArthur aveva già ordinato l'evacuazione del X Corpo l'8 dicembre, per rinforzare l'Ottava Armata, che era già esaurita e rapidamente in fuga verso il 38º parallelo. Seguendo i suoi ordini, alcune divisioni coreane e americane si erano già disposte a difesa del porto. Alcune schermaglie eruppero fra i difensorori e gli inseguitori del 27º Corpo cinese, ma contro il forte supporto navale fornito dalla US Navy Task Force 90, l'armata cinese, già dilaniata dai colpi, non era in grado di raggiungere il perimetro. In quello che gli storici americani chiamarono la "più grande evacuazione via mare nella storia militare americana", una flotta di 193 navi fu assemblata al porto, evacuando non solo le forze delle Nazioni Unite, ma anche il loro equipaggiamento pesante e circa un terzo di rifugiati coreani. Una nave di classe Victory, la SS Meredith Victory, evacuò da sola 14.000 rifugiati. Gli ultimi soldati lasciarono il porto alle 14:36 del 24 dicembre, e il porto fu distrutto per impedirne l'uso alle forze cinesi e nord coreane. Il 27º Corpo entrò nella città al mattino del giorno dopo.


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