Battaglia Del Bacino Di Chosin - Antefatti

A metà degli anni Cinquanta, anche dopo che il X Corpo statunitense sbarcò con successo a Incheon, e distrusse l'Armata del popolo coreano, la guerra non era ancora finita. Le forze delle Nazioni unite avanzavano rapidamente in Corea del Nord con l'obiettivo di riunificare il nord ed il sud della penisola entro la fine del 1950. La Corea del Nord era divisa al centro dall'insormontabile catena montuosa dei Monti Taebaek, che di fatto separava le forze ONU in due gruppi. L'8ª Armata americana avanzava a nord passando per la costa occidentale della penisola coreana, mentre il 1º Corpo della Repubblica di Corea (ROK) e lo X Corpo americano avanzavano sul lato orientale.Al contempo, la Repubblica Popolare Cinese entrò nel conflitto, dopo aver lanciato diversi moniti alle Nazioni Uniti. Il 19 ottobre 1950, grosse formazioni di truppe cinesi, chiamate Esercito volontario del popolo (PVA), attraversarono segretamente il confine ed entrarono in Corea del Nord. Una delle prime unità dell'esercito cinese a raggiungere il bacino di Chosin fu il 42º Corpo PVA, con gli ordini di fermare l'avanzata ONU ad est. Il 25 ottobre, il 1º Corpo ROK incontrò le forze cinesi durante la propria avanzata, e fu fermato al passo di Funchilin, a sud del bacino di Chosin. Dopo lo sbarco a Wonsan, il 2 novembre la 1ª Divisione Marine del X Corpo ingaggiò i difensori della 124ª Divisione PVA cinese, e nella battaglia che seguì gli americani provocarono perdite ingenti fra i cinesi. Quattro giorni dopo, i cinesi ordinarono la ritirata a nord, con l'intenzione di attirare le forze delle Nazioni Unite all'interno del bacino di Chosin. Il 24 novembre, la divisione americana aveva occupato le città di Sinhung-ni e Yudami-ni, rispettivamente a est e a ovest del bacino.Di fronte agli improvvisi attacchi delle forzi cinesi nel settore dell'Ottava Armata, il generale Douglas MacArthur ordinò il lancio della seconda fase della campagna del Settore Occidentale, soprannominato "A casa entro Natale". A supporto dell'offensiva, MacArthur ordinò al X Corpo di attaccare il bacino di Chosin e di tagliare le linee di rifornimento nemiche che passavano tra le città di Manpojin, Kanggye e Huichon. Come risposta, il maggiore generale Edward M. Almond, comandante del X Corpo, preparò un piano di attacco per il 21 novembre. Ordinò alla 1ª Divisione Marine di avanzare ad ovest attraverso Yudami-ni, mentre la 7ª Divisione di Fanteria avrebbe dovuto fornire un reggimento di supporto per proteggere il fianco destro a Sinhung-ni. La 3ª Divisione di Fanteria avrebbe dovuto inoltre proteggere il fianco sinistro, mentre manteneva in sicurezza le retrovie. A quel punto, il X Corpo era penetrato in un lungo e stretto fronte di 400 miglia. Sorpreso dallo sbarco dei marine a Wonsan, il 31 ottobre il presidente cinese Mao Zedong ordinò l'immediata distruzione di tutte le divisioni nemiche, inviando un telegramma al comandante delle truppe cinesi Song Shi-Lun. Sotto ordini urgenti di Mao, il 9º Corpo d'armata cinese si infiltrò in Corea del Nord. Senza essere scoperto dalle intelligence delle Nazioni Unite, l'esercito cinese si avvicinò senza problemi al bacino di Chosin, allentando la pressione ricevuta dal 42º Corpo PVA di stanza a Yudami-ni, anche grazie agli sforzi del 20º Corpo e della 9ª Armata.


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